A quattro anni di distanza dalla cordata guidata da Delfin che nel 2022 avviò il salvataggio di Ceramica Dolomite (Cd), storico polo della ceramica sanitaria nato nel 1965 acquisendo lo storico stabilimento di Borgo Valbelluna (Trichiana) da Ideal Standard, il rilancio dell'azienda segna ancora il passo.

Il bilancio del 2025, infatti, s'è chiuso con ricavi pressoché stabili a 17,4 milioni di euro ma con un rosso di 20,5 milioni, peggiore di quello di 19,3 milioni del precedente esercizio.

L'azienda, di cui Gianluca Forcolin è presidente e Ignacio Battistini amministratore delegato e che nel consiglio d'amministrazione vede presente Claudio Del Vecchio (primogenito del defunto Leonardo) e che vuole diventare di nuovo il player di riferimento della ceramica sanitaria di design made in Italy, lo scorso anno ha sofferto per doversi motivi tra i quali una espansione sui mercati esteri non ancora consolidata.

Logica vuole, quindi, che Cd esternalizzerà alcune attività no-core.

L'azienda è controllata per il 90,3% da Cd Holding mentre la quota restante è di Invitalia.