Il Tesoro non sia neutrale nella partita per il futuro di Mps e faccia pesare il 4,8% ancora detenuto dallo Stato per difendere l'autonomia della banca senese.

Eugenio Giani alza il livello dello scontro sull'opas lanciata da Intesa Sanpaolo e chiama direttamente in causa il governo: il ministero dell'Economia, secondo il presidente della Regione Toscana, non può limitarsi ad assistere alla partita ma deve utilizzare la propria quota in assemblea per tutelare identità, occupazione e sede storica di Rocca Salimbeni. È questo il messaggio politico più forte arrivato ieri dal Consiglio comunale straordinario di Siena dedicato al futuro di Mps, dove Regione, Comune e Provincia hanno ribadito una linea comune contro qualsiasi ipotesi che possa portare allo smembramento o alla perdita di autonomia della banca. «C'è un 4,8% dello Stato.

Quando si va all'assemblea dei soci, questo 4,8% dal governo deve essere utilizzato in modo attivo per la tutela di questo patrimonio italiano», ha scandito Giani.Un invito diretto al Mef, che ha congelato la vendita della partecipazione residua proprio per non interferire con le operazioni in corso sul Monte.

Il presidente della Toscana ha richiamato anche il precedente tentativo di aggregazione con Unicredit, quando le trattative tra il Tesoro e l'istituto guidato da Andrea Orcel si conclusero senza accordo.