La comicità è qualcosa di serio. Così dicevano grandi artisti come Totò o Gigi Proietti. Se far piangere può essere una conseguenza naturale di una storia o spaventare è un meccanismo costruito con precisione, far ridere è sempre un rischio. Una battuta può passare in cavalleria, un tempo comico può sfuggire. Un personaggio esilarante cammina su un filo sottile che separa una performance irresistibile da una insopportabile. La commedia italiana, inoltre, ha sempre cercato di usare la risata per raccontare il mondo che ci circonda: i furbi, gli sconfitti, gli illusi, i perdenti.

Il Malloppo, la nuova commedia di Volfango De Biasi, al cinema dal 3 settembre con Vision Distribution, vuole raccontare proprio questo contrasto mescolando il giallo alla comicità, il mistero alla provincia italiana. Per far questo si affida a tre interpreti appartenenti a mondi comici molto diversi, ospiti insieme al regista del nostro vodcast SediciNoni: Diego Abatantuono, Michele Foresta – conosciuto come Mago Forest – e Max Angioni.

Il film racconta la storia di Diego Viani “Il Brigante” (Diego Abatantuono), un ex rapinatore che, dopo il carcere, decide di gestire un’osteria a Ferrara. La morte misteriosa di un vecchio complice unita alla scomparsa di cinque miliardi di lire in lingotti d’oro – il bottino dell’ultimo colpo – lo riportano al centro dei sospetti. A difenderlo ci sono il suo amico Michele Ragusa (Mago Forest), impacciato investigatore privato, e Alex (Max Angioni), tirocinante pasticcione e precario con il sogno di diventare detective.