Con la comicità, ci va a braccetto. È il motore del Gialappashow da ormai sette edizioni. Ma anche il Mago Forest, vero nome Michele Foresta, ogni tanto soffre d’ansia da creatività. “Mi fa compagnia da sempre: ‘Farò ridere?’ – ha dichiarato in un’intervista a Il Corriere della Sera -. Poi sali sui gradini per andare sul palco e tutto passa”. Anzi, sa anche da dove attingere: “Mi piace pensare che esista una sorta di miniera delle cazzate, dove tu ti metti un caschetto, entri, scavi e poi qualcosa, una cazzata, salta sempre fuori“.
Alla fine, “come diceva De Filippo: ‘La comicità è l’arte di nascondere l’intenzione di fa ridere”. Lui con i sorrisi della gente ci banchetta. “Mi piace sentirmi nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, mentre dico una cosa sbagliatissima“. Dice di essere “mago inadeguato, presentatore inadeguato e ora pure detective inadeguato”.
Da settembre, infatti, sarà al cinema nel ruolo di un investigatore nel film “Il Malloppo”. Insieme a lui Diego Abatantuono, “un monumento del cinema, cenare con lui è esperienza che consiglierei a tutti. Anzi, dovrebbe far pagare un biglietto per assistere, perché ha migliaia di aneddoti”. Nel cast anche Max Angioni, che “è il mio Watson, ma l’ho assunto solo perché ha la macchina, che tra l’altro non è sua ma di sua mamma”.







