Ulisse grida aggiornamenti dal campo di battaglia via radio e poi, in mezzo al fumo, negozia con un Polifemo in mimetica. Un drone d'attacco sorvola il palcoscenico. I greci dormono in sacchi a pelo kaki. Mentre nei cinema di tutto il mondo spopola l'adattamento pacifista di Christopher Nolan, sul palcoscenico del teatro 'Ivan Franko' di Kiev arriva un''Odissea' scritta e interpretata dai militari del corpo ucraino dell'Azov.
"Non stiamo mettendo in scena Omero - racconta Darya Legeyda, 'Penelope', alla France Presse - La nostra Odissea parla dei nostri eroi, anche se attingiamo a temi arcaici, mitici e profondamente significativi". La nostalgia di casa, dei greci per Itaca e degli sfollati per i territori occupati dai russi.
L'angoscia di chi è rimasto a casa pensando ai propri cari al fronte, dispersi o prigionieri, che potrebbero anche non tornare mai. Il dolore per i caduti non sepolti che tormenta Odisseo come i soldati del ventunesimo secolo. Come il protagonista Danylo Mireshkin: "E' stata la parte più difficile - spiega il 'soldato Ulisse' - Rivivere questa esperienza ancora e ancora. È un dovere sacro. Ma non sempre si può".
L'Odissea ucraina fa parte delle iniziative culturali dell'Azov - l'incasso sarà devoluto a sostegno dei prigionieri di guerra - e racconta, attraverso le vicende del poema omerico, la storia della discussa unità militare, con più di una licenza. A partire dall'ambientazione, che svia Odisseo a centinaia di chilometri dal suo classico itinerario per il Mediterraneo.








