Un'organizzazione non governativa e la più importante agenzia matrimoniale giapponese propongono una soluzione originale a una legge che in molti vorrebbero cambiare
In Giappone la legge obbliga chi si sposa a prendere il cognome del coniuge. Attenzione: non è necessariamente la donna a dover prendere il cognome del marito (anche se è così che succede nella maggior parte dei casi). L’articolo 750 del Codice civile prevede che, al momento del matrimonio, i coniugi debbano scegliere un unico cognome, che può essere quello del marito oppure quello della moglie. Le conseguenze, per chi perde il proprio, sono molteplici: dalla necessità di rinnovare tutti i documenti fino alla sperimentazione di un senso di perdita della propria identità.
Così, Asuniwa, organizzazione non governativa giapponese che si batte per modificare questa normativa, ha iniziato a organizzare degli eventi per permettere a persone single con lo stesso cognome di incontrarsi. L’obiettivo di questa iniziativa, come ha raccontato a The Japan Times l’ideatrice Yuka Maruyama, è duplice: «Aiutare, anche solo in parte, chi vuole sposarsi senza il pensiero del cognome e al tempo stesso sensibilizzare sulla necessità di un sistema opzionale che consenta ai coniugi di mantenere cognomi diversi».






