Ci sono giorni in cui Siracusa sembra fermare il tempo. Giorni in cui la memoria si fa preghiera, le strade si riempiono di fedeli e quel prodigio avvenuto oltre settant’anni fa torna a vivere nel cuore di una comunità. Nell’anniversario della lacrimazione della Madonna, la città rinnova il suo abbraccio alla Vergine delle Lacrime, tra devozione, emozione e il ricordo di quei giorni del 1953 che hanno segnato per sempre la storia religiosa di Siracusa.

Un appuntamento che va oltre il calendario delle celebrazioni: è il ritorno a una memoria collettiva, a una storia di fede che continua a parlare alle generazioni e che, ancora oggi, richiama migliaia di persone davanti a quell’immagine diventata simbolo di speranza, conforto e preghiera.

«Il grande caldo non ha frenato la forza della speranza - commenta il rettore del Santuario, don Aurelio Russo - anche se le celebrazioni dell’anniversario di quest’anno hanno risentito delle temperature. Il primo giorno dell’anniversario ha visto la partecipazione di numerosi ammalati e volontari provenienti da ogni parte della Sicilia, con la processione dal Pantheon alla Casa del Pianto, al Santuario della Madonna delle Lacrime. I malati hanno voluto essere presenti al cospetto della Madonnina. Il secondo giorno è stato celebrato in un clima surreale, nello scenario causato dagli incendi delle saline: la cenere dalla zona Isola è giunta fino dentro il Santuario, da dove si sentivano sfrecciare le autovetture di soccorso che partivano dalla caserma dei vigili del fuoco alla volta delle zone interessate dai roghi».