Uber Technologies si prepara a tagliare circa 3.300 posti di lavoro, pari a circa il 10% della forza lavoro, nell’ambito di una profonda riorganizzazione interna.
La società punta a ridurre i livelli gerarchici, consolidare i team e diminuire la complessità organizzativa per rendere più rapido il processo decisionale e contenere i costi.
La notizia, anticipata da Bloomberg News, arriva dopo un anno difficile per il titolo Uber, che ha perso quasi l’8% tra i timori degli investitori sull’impatto che i servizi di trasporto autonomo, in particolare quelli di Waymo, potrebbero avere sulla posizione dominante della società nel mercato nordamericano.
Il più grande taglio dal 2020 Secondo l’ultimo rapporto annuale, Uber contava circa 34mila dipendenti a livello globale alla fine dello scorso anno.
I nuovi licenziamenti rappresenterebbero, dunque, la riduzione più significativa dell’organico dalla primavera del 2020, quando la società eliminò circa 6.700 posti, quasi un quarto della forza lavoro, nel pieno del crollo della domanda provocato dalla pandemia.











