31 piccoli uccelli sono tornati a volare dopo essere stati sottratti ai bracconieri grazie all'operazione “Balia Nera 2026”, portata avanti dai Carabinieri Forestali che hanno sequestrato numerose trappole. Purtroppo, però, per quasi 100 balie nere non c'è stato nulla da fare

@Carabinieri CITES

Oltre 90 balie nere morte, centinaia di trappole sequestrate e 31 uccelli salvati e tornati in natura. È il bilancio dell’operazione “Balia Nera 2026”, condotta dai Carabinieri Forestali sulle Prealpi lombardo-venete per contrastare il bracconaggio ai danni dei piccoli uccelli migratori.

All’operazione, coordinata dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri (CUFAA), tramite il Reparto Operativo – SOARDA del Raggruppamento Carabinieri CITES e supportata dal Gruppo Carabinieri Forestali di Brescia e dai reparti della linea territoriale, hanno collaborato anche volontari di CABS, Lipu, LAC, Legambiente e WWF, impegnati nel monitoraggio dei flussi migratori. Un intervento che arriva in giorni particolarmente delicati: dal 2 settembre, infatti, in ben 15 Regioni italiane sono iniziate le giornate di preapertura della stagione venatoria, mentre milioni di uccelli attraversano il nostro Paese durante la migrazione post-riproduttiva.