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Sono le 15 di pomeriggio del 1° settembre e nell’incasinata hall dell’hotel Sheraton di Milano, in zona San Siro, Alae Hadaji è seduto, ansioso, su una poltrona. Ha 24 anni e fa il calciatore, ma è svincolato, cioè senza squadra. Il suo procuratore gli ha dato appuntamento lì perché forse gli ha trovato una squadra italiana in cui giocare, dopo una stagione passata tra la Serie C tedesca e la Serie B slovena. Hadaji è ansioso perché alle 20 il calciomercato finirà. Gli svincolati come lui possono essere tesserati anche dopo, ma a settembre è difficile trovare una squadra professionistica disposta a farlo.

Hadaji è uno dei pochissimi calciatori presenti allo Sheraton. È lì in occasione dell’ultimo giorno di calciomercato, il periodo in cui le squadre comprano e vendono calciatori. Più che i calciatori allo Sheraton girano però agenti e procuratori vestiti di tutto punto, dirigenti societari, rappresentanti istituzionali, qualche influencer e parecchi giornalisti, spesso in competizione tra loro per arrivare prima su questa o quella notizia.

Alae Hadaji nella hall dell’hotel Sheraton di Milano, 1 settembre 2026 (Riccardo Trabattoni/il Post)

Il calciomercato italiano si conclude in un hotel per una questione di tradizione, ma anche di visibilità. Canali come Sky Sport o Sportitalia raccontano il calciomercato puntando molto sulla frenesia delle ultime ore, con lunghe dirette che culminano nell’attesa chiusura della “porta del calciomercato”, che è in una zona della sala stampa a cui possono accedere in pochi.