Destra 02 settembre 2026 Le opposizioni hanno chiesto al Ministero dell’Interno di fermare l’evento in programma dal 3 al 6 settembre, ma al momento le autorità hanno deciso di non vietarlo Dal 3 al 6 settembre nel comune di Dro, in provincia di Trento, si terrà “Ritorno a Camelot”, un raduno organizzato dall’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads (VFS), attiva da quarant’anni negli ambienti dell’estrema destra di ispirazione neonazista. Secondo le autorità sono attese tra le 300 e le 400 persone, anche da altri Paesi europei.

L’evento ha suscitato proteste e richieste di intervento al governo. «Il governo doveva intervenire e si doveva applicare la legge “Mancino”», ha detto a Pagella Politica Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi-Sinistra. Con “legge Mancino” si indica comunemente la legge del 1993, che introdusse misure contro le discriminazioni razziali, etniche e religiose e prende il nome dall’allora ministro dell’Interno Nicola Mancino, tra i promotori del provvedimento. Già a fine agosto Bonelli aveva definito l’evento una «messa in scena organizzata di un’ideologia che la nostra Costituzione ripudia» e aveva chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di fermarlo. Anche le deputate Sara Ferrari (Partito Democratico) e Stefania Ascari (Movimento 5 Stelle) hanno presentato interrogazioni parlamentari sulla vicenda.