| 2 Settembre 2026 16:03 |
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(Adnkronos) –
“Ha difficoltà a contenere gli impulsi, ma l’obbligo di firma è sufficiente”. E’ quanto scrive il gip di Torino nell’ordinanza di non convalida del fermo del 42enne bengalese, indagato per violenza sessuale ai danni di una 13enne, caso finito ieri al centro delle polemiche politiche. Si è in presenza di un “quadro gravemente indiziario a carico dell’indagato, avendo lo stesso, in modo repentino e improvviso, cercato un approccio con la persona offesa abbracciandola più volte e toccandole il seno, approfittando della minore età della ragazza di cui era consapevole” e “pochi minuti prima aveva attuato un comportamento del medesimo tenore ai danni di un’altra donna che evidenzia la difficoltà dell’indagato a contenere i suoi impulsi”. Detto questo però “le esigenze cautelari descritte possono essere fronteggiate con la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, atta a imporre un contatto diretto e persistente con le Istituzioni, suscettibile di sensibilizzare l’indagato in merito alle violazioni delle norme commesse”.
Il 28 agosto scorso, la vittima si presenta nel minimarket in via Breglio, a Torino, per acquistare dei succhi di frutta. Al momento di pagare, viene avvicinata dall’indagato, dipendente del negozio. L’uomo, le chiede se fosse fidanzata, la abbraccia e le chiede l’età, prima di palpeggiarle il seno. Gli agenti, dopo la denuncia presentata in questura dal compagno della madre, si presentano nel minimarket e identificano il 42enne, che però non ha alcun documento d’identità. Su loro richiesta l’uomo contatta un collega affinché fornisca le credenziali per visionare le telecamere nel locale. Le immagini confermano la versione della 13enne, che ai poliziotti ha poi raccontato il disgusto per quanto subito, e immortalano la violenza. Sono proprio le stesse telecamere a immortalare, pochi minuti prima, una donna più grande subire gli stessi abusi. “Ho sbagliato, non ho mai commesso reati, è la prima volta che mi succede e sono molto dispiaciuto per l’accaduto”, ha poi detto l’uomo durante l’interrogatorio all’udienza di convalida.












