Gonne a quadri, microfiori, bluse vittoriane, volant e ricami. La stagione fredda recupera il guardaroba delle pioniere, ma lo porta dritto in città

Laura Ingalls ha fatto appena in tempo a tornare su Netflix che la moda sembra già averle saccheggiato l’armadio. Gonnelloni a quadri, abiti disseminati di fiorellini, camicie accollate, ruches, ricami, cardigan e gilet: nell’Autunno-Inverno 2026/27 gli indizi sono troppi per parlare di coincidenze. L’estetica Casa nella Prateria fa tendenza.

Senza necessità di trasferirsi in Kansas, le passerelle recuperano il vocabolario estetico della prateria e lo portano in città, pezzo dopo pezzo, per farne uno dei trend più curiosi della stagione.

La moda riscopre la prateria

Nulla accade per caso. Il ritorno dell’estetica di campagna coincide con l’arrivo di Little House on the Prairie, la nuova serie Netflix ispirata ai romanzi autobiografici di Laura Ingalls Wilder. Ma se la televisione ricostruisce l’America rurale dell’Ottocento nel dettaglio, la moda ne ruba l’immaginario per diverticisi. L’ispirazione più fedele la si è vista nella collezione Autunno-Inverno 2026 2027 di Chloé, dove Chemena Kamali si è ispira al costume folk olandese proponendo gonne a balze, check scoloriti, microfiori, bluse vittoriane, maglieria artigianale e stivali. Così sono nate le prairie girls (le ragazze della prateria).