La Federazione spagnola prepara un accordo per permettere alle calciatrici di congelare gli ovuli. Una tutela importante, ma che riapre una domanda scomoda: perché è ancora il corpo delle donne a doversi adattare ai tempi della carriera?
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Certo, sulla carta è un passo avanti. La Federazione calcistica spagnola (RFEF) sta preparando un accordo con una clinica di fertilità (toh) per consentire alle giocatrici della Nazionale di congelare i propri ovociti.
Una possibilità in più, una tutela in più, una libertà in più. Tutto vero. Eppure, è difficile non vedere il paradosso che si nasconde dietro questa iniziativa: se proprio vuoi diventare madre, congela gli ovuli adesso, così puoi continuare a correre, allenarti, giocare e produrre risultati senza interrompere la carriera.
Perché, ancora una volta, anziché domandarci come rendere lo sport professionistico davvero compatibile con la maternità, rischiamo di chiedere al corpo delle donne di adeguarsi ai tempi dello sport e non il contrario.











