Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo (foto Imagoeconomica/Clemente Marmorino)

Di PNA

Il mondo dell’alta finanza è sempre più in fermento, con Mps e Intesa Sanpaolo che tengono la barra dritta, determinate a portare avanti i rispettivi piani di espansione e a ridisegnare gli equilibri del sistema bancario italiano. Chi pensava che il risiko bancario si sarebbe fermato a Mps-Mediobanca e alle nozze tra Bper e Popolare di Sondrio ha dovuto ricredersi. Sono bastati pochi mesi perché a Piazza Affari venisse inaugurata ufficialmente una nuova stagione di operazioni di m&a.

Mesi in cui Intesa SanPaolo ha lanciato un’Opas su Mps attraverso un un accordo con Unipol, e in cui il Monte ha tirato fuori gli artigli per difendere la propria indipendenza, promuovendo una doppia Ops su Banca Generali e Banco Bpm.

Cosa succederà a questo punto? Chi riuscirà a fare scacco matto sullo scacchiere del risiko bancario italiano? Nelle ultime ore si sono affacciati nuovi rumor anche su UniCredit, in particolare sulla possibilità che la banca gestita dal ceo Andrea Orcel, per quanto impegnato ad assumere il controllo di Commerzbank, torni a guardare all’Italia.