HomeEconomiaMps torna al centro del risikoBpm offre una fusione da 50 miliardi. Ma si muove anche Intesa Sanpaolo. .Luigi Lovaglio, 70 anni, amministratore delegato e direttore generale di Banca Monte dei Paschi di Siena da febbraio 2022Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRiparte, non proprio a sorpresa, il risiko bancario, e al centro, non a caso, ritorna Monte dei Paschi di Siena. Un uno-due che infiamma una domenica pre estiva, a mercati chiusi, non a caso. Prima Banco Bpm propone a Siene un merger of equals, una fusione tra pari, per creare il secondo polo bancario in Italia. Poi arriva, questo sì un po’ più a sorpresa, Intesa Sanpaolo a sparigliare. Finora l’istituto guidato da Carlo Messina si era sempre tenuto a debita distanza dal risiko, invece ieri sera è emersa la volontà di inserirsi con Unipol e Bper proprio per Mps.
Andiamo con ordine. L’operazione di Banco Bpm potrebbe ridisegnare in modo significativo gli equilibri del sistema creditizio nazionale, dando vita a un gruppo con una capitalizzazione di mercato stimata in 50 miliardi di euro. L’idea avanzata dal gruppo di Giuseppe Castagna è quella di una fusione che punta a preservare identità, marchi, sedi storiche e radicamento territoriale dei due istituti. Un’operazione, quella in tandem Castagna-Lovaglio, che troverebbe il favore del ministero dell’Economia. Secondo Banco Bpm, la nuova realtà potrebbe generare sinergie complessive superiori a 1,1 miliardi l’anno, di cui oltre 650 milioni derivanti dalla riduzione dei costi e più di 450 milioni dalla crescita dei ricavi. A regime, la creazione di valore sarebbe pari ad almeno 5,5 miliardi. Uno dei punti di forza dell’operazione sarebbe la forte complementarità geografica. Banco Bpm è storicamente radicato nelle regioni produttive del Nord, mentre Mps mantiene una presenza importante in Toscana e nel Centro Italia.










