Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’alto Adriatico bolle. Mai così calda la temperatura dell’acqua. Ha raggiunto i 33 gradi. Tutte, o quasi, da buttare le coltivazioni di cozze e vongole. Il caldo riduce l’ossigeno nell’acqua, fa proliferare alghe e mucillagini. Coldiretti-Pesca invoca lo stato di crisi e chiede aiuto. Anche perché a risentirne incomincia a essere la pesca in generale: «L’acquacoltura rappresenta una delle eccellenze della pesca made in Italy, con una produzione che vale circa mezzo miliardo di euro. Le principali produzioni riguardano cozze, trote, vongole, orate e spigole, mentre continua a crescere anche il comparto delle ostriche italiane. L’importanza strategica del settore è destinata ad aumentare considerando che, secondo la Fao, l’acquacoltura ha superato la pesca di cattura come principale fonte mondiale di produzione di animali acquatici. Ma il mare bollente sta provocando una vera e propria emergenza per la pesca e l’acquacoltura, fa strage di cozze e vongole, minaccia il pesce azzurro e riduce la disponibilità di mangime naturale per gli allevamenti ittici, mettendo a rischio l’intero comparto».

La minaccia del granchio blu e le conseguenze sul turismo