Uno torna a lanciare l’allarme sulle possibili interferenze della Russia sul voto nei Paesi europei, l’altro prende le distanze dicendo di essere preoccupato della diffusa “ansia anti-russa“. I due vicepremier italiani, come noto, hanno posizioni molto differenti sul tema e anche oggi questa contrapposizione è venuta fuori in maniera abbastanza evidente.

Ad aprire il dibattito è stato il leader di Forza Italia Antonio Tajani che è tornato su quanto ha rilevato il Copasir (il comitato parlamentare che controlla l’operato dei servizi segreti), che nell’ultima relazione – approvata il 4 agosto scorso relativa all’anno 2025 – dà conto di un report “recante elementi info-valutativi sulle campagne straniere di manipolazione delle informazioni e di ingerenza registrate nei periodi di riferimento”. Tra le attività monitorate ci sono soprattutto le campagne di disinformazione social russe e cinesi attraverso, per esempio, la produzione di false prime pagine di giornali italiani. Così il ministro degli Esteri arrivando al Gymnich – l’incontro informale dei ministri degli Esteri dei Paesi membri dell’Unione europea – in Irlanda, spiega che “non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota”. Una questione, aggiunge, “generale, che riguarda tutta l’Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo”.