Da una parte Antonio Tajani è "convinto" del rischio di tentativi di "condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota", Italia compresa. Dall'altra Matteo Salvini denuncia "un'ansia anti-russa" che lo "preoccupa". I due vicepremier manifestano visioni diverse rispetto agli scenari di guerra ibrida e alle ricadute sull'Italia e le altre democrazie europee.
A margine della riunione informale dei ministri degli Esteri, Tajani non ha escluso che "possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei paesi dell'Unione europea, interferendo sulle libere elezioni" e ha evidenziato che "bisogna vigilare". Quanto all’Italia, “non ci faremo condizionare”, ha assicurato il vicepremier.
"Non so se Tajani ha degli elementi in più rispetto a quelli che ho io - ha osservato l'altro vicepremier, Salvini - ma non voglio mancare d'intelligenza rispetto alla libertà di scelta degli italiani che non hanno mai votato né penso voteranno per influenze russe, cinesi, americane, israeliane o palestinesi. Non ho l'ansia che i russi invadano Tor Bella Monaca...".
Da tempo i reparti di intelligence e sicurezza in Italia fanno i conti con un trend di attacchi hacker e di atti di disinformazione, veicolati su canali social filorussi, specialmente su Telegram. Ma, secondo fonti informate, non si registrano particolari impennate recenti dopo quella marcata tra il 2024 e il 2025.










