“Affinato il programma comune della coalizione, con gli alleati decideremo su tutto il resto”. Alla Festa dell’Unità di Genova Elly Schlein rinvia ancora una volta la discussione su primarie e leadership del centrosinistra: “La mia posizione non è mai cambiata, la conoscete: o accordo o primarie, ma ora non perdiamoci via in un dibattito parlando solo di noi, perché c’è tanta attesa nel Paese di sentire che cosa vogliamo fare per ridurre i danni di questo governo Meloni, che dopo quattro anni consegna un Paese più fragile, con i salari tra i più bassi d’Europa, le bollette tra le più care, con le liste d’attesa della sanità che si allungano e con la crescita a zero”. La segretaria del Pd ribadisce che alle prossime elezioni il campo progressista “andrà unito” e indica le priorità delle opposizioni: salario minimo, sanità pubblica, scuola, politica industriale e riduzione delle bollette. Un programma che, insiste, “non inizia da zero”.

Dal palco Schlein lega poi l’articolo 11 della Costituzione alla politica estera: chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina e sanzioni contro il governo Netanyahu e ribadisce il sostegno alla pace anche per l’Ucraina, invocando il rispetto del diritto internazionale. Contro l’escalation bellica e la corsa al riarmo parla di tornare a mettere al centro diplomazia e dialogo. Sul 5 per cento richiama la linea del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e boccia “il pericoloso riarmo nazionale di 27 diversi Stati” e l’aumento della spesa militare voluta dal governo Meloni.