«Emanato decreto per il prelievo di un lupo dannoso. Il Corpo forestale provinciale ha eseguito il prelievo con il supporto dei guardiacaccia». La nota diramata dalla Provincia autonoma di Bolzano parla il linguaggio freddo della burocrazia. «Il provvedimento si basa sugli attacchi documentati e confermati nelle ultime settimane al bestiame, nel corso dei quali sono state uccise diverse pecore e capre. L’obiettivo del provvedimento è quello di impedire ulteriori danni ingenti alle greggi», spiegano dagli uffici del presidente della Provincia Arno Kompatscher, che ha firmato il decreto il 28 agosto. Ma per le associazioni ambientaliste l’uccisione di due lupi a poche settimane uno dall’altro è un grave errore dell’amministrazione locale. Il Wwf Italia giudica controproducente la politica adottata, che ha portato ieri a un nuovo abbattimento di un esemplare nell’area di Marebbe, Braies e Valdaora, a poche settimane dall’uccisione di un primo lupo, avvenuta il 5 luglio nella stessa zona. Nelle settimane successive al primo abbattimento sono state accertate altre 11 predazioni sul bestiame nella medesima area. «Un dato che dovrebbe indurre la Provincia a interrogarsi sull’efficacia dell’approccio adottato, che appare evidentemente inefficace», fa notare il Panda. «Se dopo la rimozione di un lupo le predazioni proseguono, è evidente che l’abbattimento non è una soluzione efficace per risolvere il problema - dichiara Gianluca Catullo, responsabile specie e habitat Wwf - La tutela degli allevatori, la riduzione dei danni e la coesistenza tra lupo e zootecnia devono essere l’obiettivo prioritario, ma per conseguirlo è necessario la Provincia abbandoni la sua strategia populista alla ricerca di facili consensi, inaccettabile oltre che inefficace».
Secondo lupo abbattuto dalla Provincia di Bolzano. Il Wwf: «Inaccettabile la gestione altoatesina del lupo»
«Emanato decreto per il prelievo di un lupo dannoso. Il Corpo forestale provinciale ha eseguito il prelievo con il supporto dei guardiacaccia». La nota diramata dalla Provincia autonoma di Bolzano parla il linguaggio freddo della burocrazia. «Il provvedim






