Roma, 2 settembre 2026 – A nessuno piace pagare le tasse, si sa. E il vecchio adagio per cui “se tutti le pagassero, pagheremmo tutti di meno” è un'altra verità semplice e nota. Però negli ultimi anni l'Italia sta registrando delle cifre record di mancati incassi, fra aziende fallite, cittadini nullatenenti, fallimenti e altri intoppi che rendono impossibile all'Erario la riscossione di quanto dovuto dai contribuenti.
Un debito pubblico parallelo
La Ragioneria di Stato è arrivata a conteggiare 1,3 miliardi di euro di tasse, sanzioni e contributi mai incassati. L'Agenzia delle Entrate da oltre vent'anni trascina nei propri bilanci importi che, se venissero incassati davvero, di colpo permetterebbero allo Stato di dimezzare in un colpo solo il debito pubblico.
Oltre l'85% di questa cifra gigantesca appartiene a soggetti che non esistono più dal punto di vista finanziario. Si tratta di aziende fallite, società aperte e chiuse nel giro di poche settimane, contribuenti deceduti o persone prive di conti correnti e proprietà su cui rivalersi. La quota di denaro che lo Stato può sperare di recuperare con pignoramenti, ipoteche o attraverso il recupero del quinto dello stipendio si attesta soltanto intorno al 5-8% del totale.






