Le infrastrutture virtuali costituiscono da oltre vent’anni il fondamento operativo dei moderni data center. Attraverso l’hypervisor, le risorse di calcolo, memoria, storage e rete vengono softwarizzate e rese disponibili come risorse logiche condivisibili, consentendo di eseguire più macchine virtuali sullo stesso server fisico. È questa architettura ad aver reso possibile l’evoluzione delle sale macchine verso modelli sempre più automatizzati, resilienti e integrati con ambienti cloud ibridi e multicloud. In questo contesto, VMware si è affermata come lo standard di riferimento della virtualizzazione server, diventando la piattaforma sulla quale la maggior parte delle grandi organizzazioni ha costruito la propria infrastruttura virtuale. Ed è proprio questa centralità a rendere oggi più complessa qualsiasi decisione sulla loro evoluzione.«Il mercato della virtualizzazione è rimasto sostanzialmente stabile per anni – spiega Angelo Maturi, Head of CIO Initiative di SORINT.lab, gruppo italiano specializzato nella progettazione, gestione e trasformazione delle infrastrutture IT a livello internazionale -. VMware era diventato lo standard di fatto e nessuno metteva realmente in discussione quella scelta. Il cambiamento è arrivato con la revisione del modello di licensing successiva alla sua acquisizione da parte di Broadcom nel 2023. A quel punto molte organizzazioni hanno iniziato a chiedersi se quella leadership tecnologica fosse ancora giustificata rispetto ai nuovi costi. Se gli aumenti fossero stati nell’ordine del 10-15%, probabilmente nessuno avrebbe messo in discussione la piattaforma. Nella nostra esperienza, invece, abbiamo visto situazioni con incrementi anche molto più consistenti rispetto ai costi precedenti. Il tema, però, non è cercare un’alternativa: VMware rimane il best in class. La vera domanda è se il valore che genera continui a giustificare il costo complessivo dell’investimento».Angelo Maturi, Head of CIO Initiative di SORINT.labPrima dell’acquisizione, le aziende potevano acquistare separatamente le diverse componenti della piattaforma, scegliendo le funzionalità realmente necessarie, oggi l’offerta è stata razionalizzata in un numero limitato di bundle in abbonamento. Per molte organizzazioni questo ha portato moltissime aziende a rivalutare la propria strategia di virtualizzazione.Indice degli argomenti