Lo spauracchio nordista torna ad agitare i sonni di Matteo Salvini, ma stavolta nella sua forma originaria, quella padana.
Non bastava il fronte aperto con i governatori: a rivendicare spazio ora è anche la Lega Nord per l’indipendenza della Padania, di cui diversi ex parlamentari e amministratori chiedono con forza il congresso federale.
Si tratta di un “brand” indipendente dalla Lega per Salvini premier.
Commissariato nel 2020 ma tenuto formalmente in vita per la questione dei rimborsi elettorali: il partito deve allo Stato 49 milioni di euro da restituire in circa 80 anni con rate annuali da 600mila euro.
La struttura fondata da Umberto Bossi resta in piedi per sbrigare la pratica sotto la guida commissariale del deputato Igor Iezzi.











