Nuove crepe nel vecchio Carroccio. Un gruppo di ex parlamentari ed ex segretari provinciali della Lega ha dato vita al "Comitato per la convocazione del congresso federale", con l'obiettivo dichiarato di riportare in vita la Lega Nord "classica" e sfilarla di fatto dall'attuale gestione di Matteo Salvini. Tra i promotori figura l'ex deputato Gianluca Pini. "Il nostro comitato nasce per ottenere la convocazione del congresso federale della Lega Nord, per sbloccare il simbolo e scongelare il vecchio partito - ha spiegato all'Ansa Pini -. Siamo partiti da tre giorni a raccogliere firme, siamo già a un centinaio, tutti semplici militanti da ogni parte del Nord - aggiunge -. Non è un'operazione nostalgia, ma hanno calpestato il regolamento e lo statuto della Lega Nord. Se non convocheranno il congresso ci saranno azioni legali". Il Comitato "vuole ottenere la convocazione del congresso federale e andare a libere elezioni per rinnovare tutte le cariche federali della Lega Nord. Poi può anche sciogliersi, non abbiamo velleità" ha proseguito Pini. "Noi vogliamo avere un contenitore politico, poi possiamo anche cambiare il nome della Lega Nord, ma rivogliamo dare la possibilità ai vecchi militanti di fare attività politica e vedere cosa fare alle prossime elezioni. Da sei anni l'attività politica della Lega Nord è bloccata totalmente, con il commissario Igor Iezzi che ha fuso tutte le sezioni e stoppato di fatto il tesseramento. Non c'è nessuna agibilità politica alla vecchia militanza, tutto per spianare la strada al piano sovranista di Salvini, che si è dimostrato fallimentare. Sul congresso hanno sempre fatto melina - conclude Pini - ma ora, visto che hanno disatteso ogni impegno e calpestato tutte le regole, li diffideremo a convocarlo. E se non lo faranno ci sarà una class action. Questo comitato nasce per questo". Nel giro di poche ore, l'iniziativa ha già incassato due reazioni nette e opposte: la presa di distanza del governatore lombardo Attilio Fontana e l'affondo durissimo dell'entourage di Salvini.Il bersaglio non sarebbe la "Lega per Salvini premier", il soggetto registrato nel dicembre 2017 con cui il Carroccio si presenta oggi alle elezioni, ma la Lega Nord originaria: la sigla "storica", oggi relegata al ruolo di contenitore per estinguere il debito di 49 milioni di euro che il partito deve restituire allo Stato. È proprio quella Lega Nord, di cui è commissario il deputato salviniano Igor Iezzi, a possedere ancora il simbolo elettorale storico del Carroccio. Quel debito nasce dallo scandalo dei rimborsi elettorali legato all'ex tesoriere Francesco Belsito, e da allora la vecchia Lega Nord non è mai stata sciolta proprio perché deve continuare a versare le rate del piano di rientro concordato con lo Stato: nei fatti sarebbe tenuta in vita solo per pagare i debiti, mentre l'attività politica vera è passata appunto alla neonata Lega Salvini premier. È proprio quella Lega Nord, di cui è commissario il deputato salviniano Igor Iezzi, a possedere ancora il simbolo elettorale storico del Carroccio.Iezzi è il primo bersaglio dei promotori, che lo accusano di aver bloccato per anni la convocazione del congresso e di aver ceduto il simbolo alla "Salvini premier" in modo - a loro dire - irregolare. Al centro delle contestazioni ci sarebbero anche presunte violazioni statutarie, a partire dall'assenza della figura del presidente del partito, ruolo che fu di Umberto Bossi e che avrebbe funzioni di garanzia interna. L'obiettivo dichiarato è convocare un congresso, eleggere un nuovo segretario e ripresentarsi alle elezioni forti degli elenchi storici degli iscritti. Il comitato sostiene di aver già raccolto l'adesione di centinaia di ex militanti insoddisfatti della linea sovranista impressa da Salvini, per tornare a una Lega "federalista e del buon governo" incentrata sulla questione settentrionale, ritenuta dai promotori ancora attuale nonostante il mutato contesto politico.L'iniziativa si intreccia (senza però coincidere) con il malessere già emerso nelle ultime settimane tra i governatori considerati più vicini all'anima nordista del partito - a partire dal presidente della Lombardia Attilio Fontana - fino al segretario lombardo del Carroccio, Massimiliano Fontana.E proprio su questo punto è arrivata la prima precisazione pubblica. Interpellato a margine della presentazione del Gp di Monza, Fontana ha smentito ogni collegamento tra il neonato comitato e il confronto in corso con Salvini: "Ho sentito anche io di questa iniziativa, ma non c'entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti con Salvini", ha detto, come riporta l'Ansa. Il governatore ha poi confermato l'intenzione di incontrare il segretario, sperando di condividere con lui il weekend del Gran Premio e "qualcosa in più" nei prossimi mesi.Ancora più dura la reazione delle fonti vicine a Salvini: "Sorpresa, nella Lega e nell'entourage del segretario Salvini, per chi oggi chiede un congresso per il ritorno alla 'Lega Nord'. Coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona. Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?", fanno sapere all'Ansa. Dal partito, poi, rivendicano i numeri della Lega di governo: "C'è una Lega che lavora, con oltre 500 sindaci, governatori, migliaia di amministratori locali in tutta Italia, decine di migliaia di iscritti, eletti e militanti. C'è una Lega che lavora per organizzare una due giorni a Roma i giorni 8-9 settembre su temi economici in vista della manovra e per una Pontida con numeri da record. E poi c'è chi passa il tempo tra polemiche e ricorsi, pensando più al proprio interesse che a quello del territorio", evidenzia chi sta dalla parte di Salvini.
Lega, tra i nordisti nasce il "comitato per il congresso" contro il "piano sovranista di Salvini". Ma Fontana: "Non c'entra con il discorso che stiamo facendo con il segretario"
Un gruppo di ex parlamentari ed ex segretari provinciali del Carroccio si sono riuniti per chiedere il congresso della vecchia Lega Nord, "per sbloccare il simb










