HomeAnconaCronacaNido di tartarughe tra gli ombrelloni. “Ora una task force per salvarle”Ai Bagni 142 di Senigallia sono arrivati esperti e volontari per cercare il covo nascosto tra la sabbia. Alcuni piccoli esemplari sono già stati trovati morti perché ingannati dalle luci artificiali delle strade.Ai Bagni 142 di Senigallia sono arrivati esperti e volontari per cercare il covo nascosto tra la sabbia. Alcuni piccoli esemplari sono già stati trovati morti perché ingannati dalle luci artificiali delle strade.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciC’è un altro spettacolo della natura marina che sta attirando su di sè parecchia attenzione: un nido di tartaruga marina ‘Caretta caretta’ è stato trovato sul litorale di Senigallia, tra un ombrellone e un lettino, allo stabilimento balneare Bagni 142, e dunque in un tratto di spiaggia interessato dalla presenza di bagnanti. È stato il titolare dello stabilimento, Nello Curtatoni, a intercettare il primo esemplare e ad allertare la Capitaneria di Porto di Senigallia, facendo attivare le procedure per la tutela dell’area. Si tratta di un fenomeno biologico di assoluta rarità per queste latitudini, che ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi e della tutela ambientale, ma che purtroppo ha registrato anche un risvolto doloroso. Non appena i titolari dello stabilimento hanno notato le tartarughe hanno chiesto l’intervento dei militari del Cites e gli esperti della Fondazione Cetacea – l’Ospedale delle Tartarughe di Riccione – che da anni monitora e cura la fauna marina del medio Adriatico. I biologi e i volontari sono riusciti a trarre in salvo e a rimettere immediatamente in acqua tre piccoli esemplari, che hanno così potuto iniziare il loro viaggio nel mare. Purtroppo, il bilancio iniziale conta anche nove tartarughine trovate morte, alcune delle quali brutalmente schiacciate. Come spiega Chiara Roncari, biologa arrivata dal Veneto e volontaria in prima linea in questa emergenza, la dinamica dell’accaduto è legata all’istinto naturale di questi rettili: "Le tartarughe marine, una volta uscite dalla sabbia, seguono istintivamente la fonte luminosa più forte per orientarsi verso il mare aperto, che in natura è la luna che si riflette sull’acqua. Purtroppo, l’inquinamento luminoso artificiale delle nostre coste disorienta i piccoli. Molto probabilmente le tartarughe hanno seguito le luci della strada, raggiungendo la strada adiacente dove sono state tragicamente travolte dalle auto".