Milano – Politica e storia, ma non solo. Il generale in pensione Carmelo Burgio, candidato sindaco di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci alle Comunali del 2027, presenta il titolo della sua campagna elettorale, “Il futuro ritorna a Milano”, mostra i suoi primi manifesti in abiti borghesi e con il basco dei parà con le parole d’ordine “Una vita al servizio delle istituzioni. Esperienza, disciplina, onore, servizio“ e risponde alle domande dei cronisti seduto su un tavolino del Bar Quadronno, in pieno centro.

All’inizio la musica in sottofondo, una hit di Rihanna, rende l’atmosfera un po’ surreale. Ma, subito dopo, si entra nel vivo. Dopo la polemica sulla storia “falsata” della Resistenza e il suo non definirsi “antifascista”, i giornalisti insistono con Burgio sulla visione storica del frontman vannacciano.

Da sindaco, parteciperebbe alla manifestazione del 25 aprile? “Certo che parteciperei al corteo del 25 aprile – la risposta del generale –. Ci andrei perché tra quelli che hanno portato al 25 aprile ci sono anche tutti quei partigiani che fino a poco prima avevano portato la divisa, che hanno combattuto per quel 25 aprile, quindi ci andrei perché questa data rappresenta tutti quelli che sono caduti con onore, qualsiasi divisa e fazzoletto abbiano portato. Ma non rinuncerò mai a dire che c’è stata gente, da una parte e dall’altra, che non si è comportata secondo le regole dell’onore, lo dicono le sentenze. I caduti vanno tutti rispettati, anche i nemici che ci hanno sparato fino a poco prima. Lo scempio del corpo e della memoria non mi appartiene”.