La contromossa di Banca Monte dei Paschi di Siena per contrastare l'Offerta pubblica di acquisto e di scambio (Opas) lanciata da Banca Intesa San Paolo ha reso ancor più incandescente il clima agostano e preannuncia un autunno forse non meno caldo.I fatti sono noti.

Lo scorso giugno Intesa Sanpaolo ha deliberato l'Opas volontaria e totalitaria da 30,6 miliardi di euro su Mps come risposta alla proposta di fusione tra pari tra Banco Bpm e Mps, che poi non ha avuto seguito per la stessa opposizione di Bpm.

Il via libera richiede una serie di passaggi procedurali e di autorizzazioni (principalmente Banca d'Italia, Banca centrale europea (Bce), Consob, Ivass, Autorità antitrust).

L'assemblea degli azionisti di Intesa è convocata il 10 settembre per deliberare l'aumento di capitale.

Tra novembre e dicembre 2026 gli azionisti di Mps potranno decidere se conferire o meno i propri titoli all'offerta ed entro l'anno verranno proclamati i risultati definitivi.Per tutta risposta, il 20 agosto scorso il consiglio di amministrazione di Mps ha deliberato a maggioranza due offerte pubbliche di scambio (Ops) parallele su Banco Bpm e su Banca Generali, per circa 34 miliardi di euro complessivi (circa 25,3 miliardi per Bpm e 8,7 miliardi per Banca Generali).