Fa una certa impressione sentire la signora Zakharova, portavoce del governo russo, citare Gianni Rodari.
Lei è tra le voci più violente e sprezzanti di quel regime bellicoso, lui il più gentile, sorridente e pacifico di tutti i poeti, quello che si rivolgeva ai bambini perché non ancora guastati dal potere e dal pregiudizio.
È un poco, all’ennesima potenza, come quando Salvini applaude De André…











