Le donne afghane come creature mitologiche, oppresse e «stuprate, insultate, rapite»: è dedicata a loro l'intensa canzone che la giovane cantautrice Martina Attili ha scritto e interpretato insieme alla collega afghana che vive a Londra Alia Ansari.
Le due artiste alla fine di agosto hanno pubblicato \"Le sirene\", un brano nato proprio a sostegno di tutte coloro che nel Paese dei taleban sono costrette all'invisibilità e progettato con Nove Caring Humans, l'organizzazione che da 13 anni lavora per lo sviluppo dell'Afghanistan e negli ultimi cinque, dopo il ritorno dell'Emirato, ha continuato ad aprire spazi di lavoro e formazione per le donne, senza interrompere il sostegno alle comunità più vulnerabili.
Scritta inizialmente da Martina, la canzone trova una particolare profondità grazie al duetto con Alia, che scrive e interpreta una parte originale in dari.
Se si pensa che in Afghanistan alle donne è vietato cantare perfino dentro casa, la forza di questa canzone ne esce raddoppiata.
«Le sirene vogliono solo cantare, parlare, ballare, nuotare, amare, partire e non tornare più».








