In un’amichevole tra le nazionali maschili di Francia e Italia, giocata a Bari il 1° settembre del 2016, dieci anni fa, fu usato per la prima volta il VAR (Video Assistant Referee) durante una partita internazionale di calcio. Se ne parlava da anni, spesso come di una “moviola in campo”, ed è il sistema grazie a cui un arbitro può cambiare una decisione presa in campo grazie all’assistenza di un altro arbitro in una sala video (oltre che rivedere a bordo campo un’azione dubbia). In quell’Italia-Francia l’arbitro nederlandese Björn Kuipers rivide un’azione al quarto minuto di gioco e poi una al 33esimo, in entrambe c’entrava il centrocampista Daniele De Rossi.

E in entrambe il VAR confermò la decisione presa in campo da Kuipers. Era però un VAR diverso da quello che si usa oggi, perché Kuipers non andò a bordo campo a rivedere le azioni e si limitò ad ascoltare in cuffia i suggerimenti dei colleghi.

Nella prima azione Kuipers usò il VAR per capire meglio cosa fare dopo un contrasto tra De Rossi e il difensore francese Djibril Sidibé: nessuno dei due fu ammonito. Al 33esimo chiese all’arbitro che guardava la partita in uno schermo se assegnare o meno un calcio di rigore all’Italia, dopo che su un colpo di testa di De Rossi il difensore francese Layvin Kurzawa aveva intercettato il tiro forse con il braccio. Con il VAR si decise però che Kurzawa aveva colpito il pallone col petto, e quindi non era rigore.