In genere serve ad ancorare il discorso alla realtà, ma viene evocato solo quando ci si trova a ingigantire i fatti per puro gusto d’enfasidi Angelica Grivel Serramartedì 1 settembre 20264' di letturaL’avverbio letteralmente, il più frusto del nostro tempo, vive una crisi identitaria: deve ancorare il discorso alla realtà, ma viene evocato solo quando ci si trova a ingigantire i fatti per puro gusto d’enfasi. È un tic che domina le nostre conversazioni quotidiane, dai reels su Instagram ai più ordinari intrecci conversazionali, questo uso quasi patologico di letteralmente, evoluto forse in contronimo. Ossia: lo si adopera proprio quando un certo evento non è accaduto davvero. «Stavo letteralmente morendo di freddo», «ci siamo letteralmente spaccati dalle risate».C’è un chiaro paradosso. Letteralmente è porzione grammaticale che dovrebbe affidare al discorso un fondamento di realtà - appunto letterale e priva di traslati, e viene invece applicata ovunque come cerotto discorsivo, riempitivo ieratico, specie nel momento in cui ci si avventura nel territorio più sfacciatamente metaforico. D’altra parte, a una rapida consultazione del vocabolario Zingarelli 2026, alla voce letteralmente risultano due definizioni attestate: «1. alla lettera; 2. nel preciso significato della parola; proprio, davvero, realmente».Parise, il bambino che scopriva la realtà a nasoIl31 agosto 1986 moriva, cinquantasettenne, Goffredo Parise, scrittore di metamorfica libertà. È riduttivo...PAROLE DI PLASTICA
Uso e abuso dell'avverbio. Ma è davvero un nemico? | Libero Quotidiano.it
L’avverbio letteralmente, il più frusto del nostro tempo, vive una crisi identitaria: deve ancorare il discorso alla realtà, ma vien...






