«I dati di luglio confermano la buona tenuta del mercato del lavoro italiano». E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli spiegando che la crescita dell’occupazione su base annua (+307mila unità) è trainata soprattutto dai dipendenti permanenti, +303 mila, e dagli autonomi, +85 mila, mentre diminuisce il lavoro a termine.

«È un segnale positivo, dice, soprattutto perché indica un rafforzamento della componente più stabile dell’occupazione. Anche il confronto europeo è incoraggiante: secondo Eurostat, a luglio il tasso di disoccupazione italiano si attesta al 5,8%, al di sotto della media dell’Unione europea, pari al 6,1%, e dell’Eurozona, al 6,4%, e sensibilmente inferiore a quello di Francia e Spagna».

Secondo Pirulli «restano criticità» con un tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni che seppure in calo è al 32,8%. «La sfida è ora consolidare questi risultati - prosegue - attraverso politiche capaci di sostenere produttività, salari, investimenti e crescita. Il Pnrr ha rappresentato una leva fondamentale per l’economia italiana: con la conclusione del Piano occorre evitare che venga meno uno dei principali motori degli investimenti. Bisogna trasformare gli interventi realizzati in crescita strutturale, mobilitando nuovi investimenti pubblici e privati». «E' necessario - conclude - sostenere la contrattazione collettiva nazionale e decentrata, i rinnovi contrattuali e la crescita dei salari».