È partito oggi, 1° settembre, il secondo anno del semestre aperto per l'accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria. Un avvio che coinvolge oltre 62 mila studenti in tutta Italia sostituendo il tradizionale test d’ingresso con un percorso di formazione e selezione articolato nei primi mesi dell’università. Ma è proprio nel giorno dell'avvio delle lezioni, che l'attenzione si concentra anche sulle iniziative di mobilitazione organizzate a Torino e Roma. Due flash mob e due proteste studentesche contro il nuovo sistema di accesso e, più in generale, contro le modalità con cui viene organizzato il semestre aperto. “Abolire il numero chiuso!”, “Servono medici, non bombe”. Sono queste alcune delle rivendicazioni scritte su volantini e striscioni fuori dalle sedi universitarie. "Già l'anno scorso - spiegano ad Ansa gli studenti di Cambiare Rotta - ha svelato come gli "hunger games" del semestre filtro sono solo una riproposizione del numero chiuso raccontata come il progresso dei corsi di medicina, uno strumento di spietata selezione con cui si pretende di poter stabilire chi "merita" di studiare e che rende il diritto allo studio un privilegio”. E quindi, l’affondo al nuovo decreto semestre filtro: “Interviene con modifiche formali, e di poco conto, a graduatorie, orario delle lezioni e date di appello, ma il problema è alla base: non si possono ingannare gli studenti con un numero di posti che non arriva neanche al 50% degli iscritti e, soprattutto, non si può continuare a parlare di numero chiuso mentre il Servizio Sanitario Nazionale vive una crisi data da mancanza di medici e di personale. É inaccettabile il numero chiuso esista nella facoltà di medicina, in un Paese in cui la sanità pubblica è ridotta allo stremo”.Tra Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, sono 30.225 i posti complessivamente disponibili per tra università statali e non statali. Per Medicina e Chirurgia i posti sono 27.001. Gli iscritti al semestre aperto sono invece 62.200: oltre 52.300 per Medicina, circa 4.300 per Odontoiatria e 5.550 per Veterinaria.