Il nuovo anno accademico è pronto a iniziare per gli oltre 62mila studenti iscritti a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Il primo settembre, infatti, prende il via il famigerato semestre filtro aperto. Per il secondo anno, il tanto criticato modello di accesso voluto dalla ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, costringerà decine di migliaia di famiglie in un limbo lungo sei mesi, per poi tagliare fuori più di un iscritto su due. La misura, infatti, nonostante gli annunci, non ha eliminato il numero chiuso, né tantomeno lo sbarramento o il test a crocette. La selezione non è stata affatto eliminata. È stata semplicemente spostata dopo alcuni mesi di frequenza, tra didattica a distanza, aule sovraffollate e ansia. Alla fine di questo periodo di lezioni, quasi 39mila studenti dovranno ripensare, a metà anno, il loro futuro. Mentre chi otterrà un posto dovrà organizzare in fretta e furia un trasferimento nella sede a cui verrà assegnato.

Sui 30.225 posti annunciati dal ministero, infatti, sono 23.495 quelli riservati agli atenei statali. Gli altri 6.730 sono dedicati alle università private, nelle quali si continua a sostenere un test di ammissione autonomo. Questo significa che, dei 62.200 studenti che seguiranno i corsi del semestre filtro nel pubblico (di cui oltre 52.300 a Medicina, 4.300 a Odontoiatria e 5.550 a Veterinaria), quasi 39mila verranno esclusi a gennaio.