Il rischio siccità che è tornato ad affacciarsi (anche) in Toscana, oltre che in gran parte del resto del Vecchio continente, ha riportato d’attualità un tema fondamentale per la sicurezza idrica del territorio: quella delle infrastrutture per gestire in modo efficiente l’acqua, dighe comprese. La regione dispone oggi di due grandi infrastrutture: la diga di Bilancino garantisce la sicurezza idrica dell'area fiorentina, mentre quella di Montedoglio costituisce invece il principale serbatoio a servizio dell'agricoltura irrigua della Valtiberina e della Val di Chiana, assicurando anche importanti funzioni di approvvigionamento idropotabile.
Resta tuttavia evidente una lacuna nel sistema regionale: manca una grande infrastruttura di accumulo capace di servire la Toscana meridionale. Eppure, da oltre mezzo secolo, nel dibattito pubblico figura il progetto della diga sul Merse: crediamo sia arrivato il momento di riportare questa prospettiva al centro della programmazione regionale, a partire da un moderno Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap), capace di valutare, secondo le metodologie oggi previste dalla normativa, tutte le possibili soluzioni, confrontandone costi, benefici, sostenibilità ambientale, effetti socioeconomici e resilienza ai cambiamenti climatici.






