Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiRegge alla prova del Tar la nuova disciplina sull’osteopatia. Con l’ordinanza 7768 del 27 agosto 2026, il Tar Lazio ha infatti respinto il ricorso presentato da alcuni osteopati contro l’impianto previsto per l’iscrizione all’Albo e il riconoscimento dei titoli. Nel mirino il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 25 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio.
I cinque rilievi del ricorso
Cinque le principali criticità sollevate contro la disciplina transitoria, tutte respinte dal Tar. In primo luogo, secondo i ricorrenti, i requisiti per l’iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento non terrebbero conto dei criteri formativi e organizzativi vigenti al momento del conseguimento dei titoli, con una conseguente lesione del legittimo affidamento. Contestata anche l’impossibilità, per gli osteopati già diplomati privi di tutti i nuovi requisiti, di frequentare corsi integrativi, con il rischio di esclusione dalla procedura dopo il 31 agosto 2026. Nel mirino anche la discrezionalità riconosciuta alle commissioni nel valutare l’esperienza professionale per compensare un tirocinio inferiore alle 1.000 ore (40 Cfu), in assenza di criteri uniformi e oggettivi. Gli ultimi rilievi riguardano la mancanza di parametri specifici per valutare titoli connessi all’osteopatia, come quelli in massoterapia o osteopatia pediatrica, e di una disciplina per l’esercizio della professione nel periodo transitorio da parte degli osteopati già attivi da anni.






