L’abuso si consuma in poco tempo e viene registrato dalle telecamere a circuito chiuso del locale. Una volta fuori, la ragazza crolla: "Mi sentivo disgustata. Mi è venuta la nausea". La prima telefonata è alla madre, poi si blocca: il trauma è tale da non permetterle di tornare a casa. "Ero vicino a una lavanderia e ho telefonato a un mio amico. Gli ho detto che non stavo bene. Avevo paura. Sono rimasta sul marciapiede seduta finché non è venuto a prendermi".La ricostruzione degli eventi avviene in audizione protetta, alla presenza di psicologi e della procura dei minori di Torino. Nel verbale i poliziotti descrivono la ragazza come "molto scossa, molto agitata". All’arrivo all’ospedale Regina Margherita, viene attivato il protocollo Bambi, pensato per minori maltrattati e abusati.L’uomo viene fermato, ma dopo due giorni il gip lo scarcera: è incensurato, ha affermato di "essere dispiaciuto" e si è dimostrato collaborativo durante l’udienza, consegnando i filmati delle videocamere ma avvalendosi della facoltà di non rispondere. Per il pm Paolo Cappelli, l’uomo doveva rimanere in carcere perché "vi è il concreto pericolo che, se libero, commetta reati della stessa specie", e una possibile conferma sarebbe proprio nelle immagini delle telecamere. Quaranta minuti prima della violenza sulla minore, l’uomo tenta un approccio con un’altra donna, parimenti avvicinata e toccata tra gli scaffali. Nel video si vede lei che lo respinge e lui che la insegue e la tocca un’ultima volta sulla porta del minimarket, la stessa da cui meno di un’ora dopo entrerà la ragazzina. Agli inquirenti dirà "ho sbagliato, è la prima volta che succede", ma - secondo La Stampa - saprebbe di aver torto. E soprattutto saprebbe cosa sta facendo, almeno secondo il pm Cappelli, che sottolinea la "piena consapevolezza dell’uomo".Sul caso è intervenuta la senatrice Raffaella Paita, capogruppo di Italia viva a Palazzo Madama, che ha definito la scarcerazione "surreale", "vergognosa" e "inaccettabile" e ha annunciato un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio. "Mi chiedo cosa debba accadere perché chi si macchia di reati così odiosi sia messo nelle condizioni di non fare altre vittime". Sulla stessa linea anche i parlamentari dem della Commissione Femminicidio, che hanno rimarcato la "pericolosità sociale di un individuo recidivo", e denunciato la "sottovalutazione del rischio che le donne corrono".Tutt’altro tono l’intervento di Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale, che pure hanno chiesto l’interrogazione del ministro della Giustizia, ma hanno proposto un processo per direttissima e "remigrazione" per l’uomo, a detta loro bengalese. Poi, hanno contestato le motivazioni del gip: "Da oggi nel panorama del diritto va contemplato un nuovo istituto giuridico: quello della scusa. Stupratori, spacciatori, ladri e delinquenti di ogni tipo, scusatevi e vi sarà risparmiata la galera".