L'appello del tennista contro i rischi del gioco d'azzardo nel circuito: «Serve una struttura più forte per proteggere gli atleti»
Quella che doveva essere una serata di festa e soddisfazione, per la vittoria al primo turno degli Us Open contro Stan Wawrinka, ha ben preso ben presto dei contorni inquietanti. Rispondendo a una domanda del giornalista Ben Rothenberg, che gli chiedeva un parere sul nuovo accordo di sponsorizzazione degli Us Open con un’agenzia di scommesse, Matteo Berrettini ha denunciato: «Mio fratello Jacopo, dopo che ho vinto una partita al Roland Garros, ha ricevuto dei messaggi di minaccia sul cellulare: “Matteo è scarso. Se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia”».
L’episodio durante il Roland Garros
Il tennista racconta l’episodio accaduto durante il Roland Garros, torneo nel quale era arrivato fino ai quarti di finale, quando è stato costretto al ritiro contro Matteo Arnaldi. Ma mentre sulla terra rossa l’azzurro collezionava grandi prestazioni, fuori dal campo succedeva altro. Lo racconta Berrettini stesso: «Mio fratello, al Roland Garros, ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia. Ho vinto una partita e gli hanno mandato dei messaggi il cui senso era ‘Matteo è scarso, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia’. Naturalmente abbiamo segnalato tutto all’Atp, e abbiamo denunciato tutto. Noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi: può essere spaventoso».










