Un articolo pubblicato sulla rivista AI & Society conia l'espressione robotoid humanness per una deriva che gli autori definiscono emergente: il consumatore arriva a sentirsi fluente, corretto e socialmente accettabile nella misura in cui diventa compatibile con la leggibilit�, il ritmo e la logica della macchina. Con l'ingresso dei sistemi generativi e degli agenti di servizio capaci di risposte sociali nei consumi quotidiani, l'interazione fra persona e IA somiglia sempre meno a un'interfaccia utilitaristica e sempre pi� a un incontro quasi sociale. Il lavoro � teorico e propone un quadro da mettere alla prova senza, al momento, basi sperimentale.
La ricerca sull'interazione fra esseri umani e robot ha misurato finora soddisfazione, efficienza, usabilit�, accettazione e fiducia, cio� gli esiti dell'interazione. Gli autori spostano la domanda su cosa l'esposizione ripetuta a sistemi antropomorfi faccia all'esperienza di s�: la possibilit� di raccontarsi come autori della propria storia, la continuit� biografica, la capacit� di agire come soggetto morale. "� un'influenza bidirezionale, in cui i robot diventano pi� simili alle persone e le persone pi� simili ai robot", sintetizza Inci Toral-Manson, dell'Universit� di Birmingham, fra i firmatari dell'articolo.






