Buone notizie per Novartis sul fronte della sclerosi multipla, con il farmaco sperimentale Remibrutinib che centra gli obiettivi nei due studi clinici di fase avanzata e rafforza le chance di diventare una nuova terapia orale per la malattia.
Il mercato ha festeggiato il risultato: il titolo del colosso farmaceutico svizzero il 1° settembre in chiusura ha guadagnato il 6,25% a 130,96 franchi svizzeri alla borsa di Zurigo.
Remibrutinib centra gli obiettivi sulla sclerosi multipla Gli studi hanno dimostrato che i pazienti trattati con Remibrutinib, un inibitore orale della tirosina chinasi di Bruton (Btk), hanno registrato un numero inferiore di ricadute e di lesioni cerebrali rispetto a quelli trattati con Teriflunomide, senza evidenziare segnali di tossicità a carico del fegato.
Remibrutinib potrebbe consentire al gigante farmaceutico di offrire un nuovo trattamento orale per la sclerosi multipla e rappresentare un’evoluzione del Kesimpta, anticorpo monoclonale sviluppato da Novartis per il trattamento della sclerosi multipla recidivante.
Il risultato rafforza, inoltre, le prospettive degli inibitori della Btk, una classe di farmaci progettata per ridurre l’attività dannosa del sistema immunitario associata alla malattia, dopo che farmaci simili sviluppati da Sanofi e Merck non sono riusciti a dimostrare una maggior efficacia rispetto al Teriflunomide nel ridurre le ricadute negli studi clinici di fase avanzata.









