Dieci colleghi nuovi che non dormono mai, non si ammalano e non chiedono ferie. Li ha messi in prova l’11 agosto xAI, la società di intelligenza artificiale di Elon Musk, e si chiamano Grok Bot. La domanda che sollevano riguarda un conteggio che regge l’industria del software da trent’anni: i programmi che le aziende usano si pagano a testa, una licenza per ogni dipendente. Adesso quel dipendente può essere una macchina, e quando salta il conteggio salta il modello di business di un settore intero. Partiamo da cosa sono, concretamente. Grok Bot è un programma dentro cui si creano assistenti, e ognuno riceve un computer tutto suo. Un computer che non sta su nessuna scrivania: sta nei server dell’azienda, sempre acceso, con uno schermo, un mouse e una connessione a internet. L’assistente lavora come farebbe un impiegato: apre il gestionale, compila la fattura, la salva, passa alla successiva. Gli si mostra una procedura una volta sola, lui guarda e impara, e da quel momento la ripete da solo. Per ora ogni compito può durare al massimo dieci minuti.Il punto che cambia il mercato è proprio lo schermo. Finora, per far parlare tra loro due programmi aziendali, serviva il permesso di chi li vendeva: una porta di servizio che il fornitore apriva a pagamento, o teneva chiusa se non gli conveniva. Attorno a quelle porte è cresciuta un’industria di intermediari che campa costruendo collegamenti tra un software e l’altro. Un assistente che usa il mouse quella porta non la cerca nemmeno, entra dall’ingresso principale come farebbe una persona. Se un programma ha una schermata di login è pilotabile, che il produttore sia d’accordo o no. Il secondo colpo riguarda il prezzo. Grok Bot non si compra da solo: è incluso negli abbonamenti di fascia alta che molte aziende già pagano, dove un posto di lavoro costa tra i 120 e i 200 dollari al mese. Un posto che adesso può essere occupato da un bot invece che da una persona. È una scelta commerciale prima che tecnologica, e taglia le gambe alle decine di società nate per vendere assistenti artificiali su abbonamento: si trovano a competere con qualcosa che il cliente ha già in fattura senza saperlo. Dietro c’è la mossa industriale dell’anno. Il 16 giugno SpaceX ha comprato per 60 miliardi di dollari Anysphere, che produce Cursor, uno degli strumenti più usati al mondo da chi scrive programmi. È la più grande acquisizione di una startup mai registrata. In dote sono arrivati 50mila clienti. Grok Bot, quindi, non deve conquistare nessun mercato.Che il motore giri lo dicono anche le classifiche indipendenti, quelle che mettono a confronto i vari sistemi di intelligenza artificiale: in poco più di un mese Grok è passato dall’ottavo al quarto posto, raggiungendo il prodotto di punta di OpenAI e costando meno della metà. Per Gene Munster, analista della società di ricerca Deepwater, Musk ha appena lanciato un avvertimento a OpenAI e Anthropic, i due rivali che finora dettavano il passo. Cambia anche il modo di far pagare questi strumenti. Oggi le aziende comprano i programmi a testa: tanti dipendenti, tante licenze. Secondo Gartner, entro il 2030 almeno il 40 per cento della spesa in software passerà a un’altra formula: si paga in base al lavoro che l’assistente digitale svolge davvero. Gli stessi analisti però invitano alla calma sui tempi: perché i programmi aziendali vengano sostituiti sul serio serviranno cinque anni, se non di più.Intanto vale la pena leggere l’elenco delle mansioni che xAI porta come esempio di quello che i suoi bot già fanno in casa: cercare potenziali clienti, scrivere email commerciali, tenere in ordine la rubrica dei contatti, gestire fatture e note spese, seguire le pratiche di assunzione, preparare le presentazioni per i venditori. Lavoro d’ufficio d’ingresso: quello che di solito si affida ai più giovani. Restano i nodi aperti, e sono grossi. Tutti gli assistenti di una stessa azienda in realtà condividono un unico computer, e il manuale avverte per iscritto di non fidarsi della separazione tra l’uno e l’altro. Le password lasciate da un bot mandato in pensione restano lì, a disposizione di quelli rimasti. Ad aprile un assistente costruito con la stessa tecnologia ha cancellato l’archivio di una startup, copie di sicurezza comprese, con un comando solo. La domanda che le aziende si porteranno dietro nei prossimi mesi riguarda poco la potenza, che crescerà comunque, e molto il conteggio: se un posto di lavoro non è più una persona, cosa stiamo comprando davvero, e chi firma quando quel posto sbaglia.