Nel luglio 2026 il pacchetto di semplificazione del diritto digitale europeo noto come Digital Omnibus si presenta come una vicenda a due velocità. Il primo braccio — la proposta di regolamento di modifica dell’AI Act (COM(2025) 836) — ha completato l’iter legislativo: il Consiglio ha adottato il testo consolidato (PE-CONS 30/26), la cui pubblicazione in Gazzetta ufficiale è attesa a giorni, in una corsa contro il tempo dettata dalla scadenza del 2 agosto 2026, data in cui sarebbero altrimenti scattati gli obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio, ora differiti al 2 dicembre 2027 per i sistemi autonomi e al 2 agosto 2028 per quelli integrati nei prodotti [1].Il secondo braccio — la proposta di regolamento su dati, privacy e cybersicurezza (COM(2025) 837), che interviene su GDPR, direttiva ePrivacy, NIS2 e Data Act — è invece ancora nel vivo del negoziato interistituzionale, e contiene la questione giuridicamente più profonda dell’intera operazione: la proposta di riscrivere la definizione di dato personale di cui all’art. 4, n. 1, del regolamento (UE) 2016/679 [2].È su questo secondo fronte che si concentra il presente contributo. La tesi che si intende argomentare è che la modifica proposta non costituisce un intervento di semplificazione amministrativa, categoria entro cui il pacchetto è stato politicamente presentato, bensì un’operazione di ridefinizione del perimetro applicativo di un diritto fondamentale — quello sancito dall’art. 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea — e che, come tale, essa vada valutata secondo i parametri propri delle limitazioni dei diritti della Carta, non secondo quelli della riduzione degli oneri regolatori. La vicenda offre peraltro un caso di studio di prim’ordine sul funzionamento dei contro-poteri istituzionali nell’ordinamento dell’Unione: come si vedrà, l’opposizione formale delle autorità indipendenti di protezione dei dati ha già prodotto, nel general approach del Consiglio, lo stralcio della disposizione più controversa.Indice degli argomenti
Privacy europea, gli “anticorpi” che hanno corretto il Digital Omnibus - Agenda Digitale
Il Digital Omnibus apre un confronto decisivo sulla definizione di dato personale nel GDPR. La proposta europea, tra semplificazione normativa, intelligenza artificiale e dati pseudonimizzati, solleva questioni costituzionali sul perimetro della tutela prevista dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea






