«Siamo di fronte a un evento senza precedenti nella storia della Spagna. Ceuta non può affrontare da sola questa situazione. Non ne ha le capacità». Lo afferma in un’intervista a El País la procuratrice capo di Ceuta, Silvia Rojas, da 22 anni destinata alla procura nell’exclave, in cui esprime «preoccupazione» per le aggressioni sessuali a donne e minori migranti, aumentate in maniera «esponenziale» dopo gli arrivi in massa di fine luglio, e segnala che per i bambini e adolescenti costretti a vivere ancora in strada, la soluzione passa solo per il trasferimento in altre comunità autonome spagnole per dare loro «protezione adeguata».

Secondo Rojas, il numero di minori presenti a Ceuta oscilla tra i 1.400 e i 1600, mentre quelli già censiti dal Servizio di protezione dei minori sono circa 1.475. «Ogni giorno possono esserne identificati altri», spiega, sottolineando che tra gli arrivati ci sono anche bambini di 10 e 11 anni.

«Si consideri che una situazione straordinaria si produce a partire dagli 87 minori, secondo il decreto legge del 2025 di contingenza migratoria. Per cui si immagini in che parametri ci troviamo», evidenzia la procuratrice, sottolineando l’emergenza nella città autonoma, inizialmente con capacità di accoglienza di soli 29 minori.