Ferrara, 1 settembre 2026 – Quello di Dario “è un atto di grande generosità”. Due, fra gli amici più cari dell’ex ministro della Cultura Franceschini, la definiscono così l’intervista in cui il senatore del Pd – ferraresissimo – ha affidato il racconto della sua malattia, il Parkinson, alla penna di Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera.
I due amici che parlano sulle nostre colonne, rispondono ai nomi di Alessandro Bratti e Francesco Ferroni. Il primo, compagno di partito e di politica (ma non solo) di Franceschini. Il secondo, tra le altre, anche socio dello studio legale.
“Lo sappiamo da sei anni”
“Sapevamo dal 2020 della malattia di Dario – racconta Bratti ai nostri taccuini – . Ce lo disse con la consueta ironia, tra una battuta e un sorriso. Nonostante sia stata per noi una notizia terribile da apprendere”. Terribile, proprio come quel morbo che il politico ferrarese – da tempo plenipotenziario, più o meno nell’ombra, del Partito Democratico – ha avuto il coraggio di chiamare per nome. Un’iniezione di coraggio per tutti coloro che, nel silenzio della malattia, tendono a nascondersi.
“Di recente – prosegue Bratti – dopo aver ragionato con un’equipe di medici, Dario ha scelto di rendere pubblica la sua malattia. Una decisione coraggiosa, generosa. Perché Dario è così: continua a occuparsi prima di tutto degli altri. Questo è il tratto di umanità che lo ha sempre distinto”.










