Un altro passo verso la normalità e la riconquista di uno scrigno di arte e storia. Oggi riapre, dopo un mese e mezzo di stop, la biblioteca dei Girolamini. La pausa è stata necessaria per il disallestimento della mostra sulla collezione di Matteo D’Acquaviva con cui il sito aveva riaperto ad aprile dopo 14 anni di chiusura dopo la terribile vicenda del furto dei libri preziosi. Sì è trattato di una sorta di shock test e insieme una modalità prestigiosa di restituzione del bene alla città. L’esperimento è andato bene, con oltre 10mila presenze, dunque da oggi si può entrare nel regime regolare di ingressi per ricercatori, lettori dei volumi e appassionati di bellezza.
La visita A gruppi contingentati di 40 unità, ogni 40 minuti, i visitatori, che entrano dal “nuovo” ingresso di via Duomo 114, possono ritrovare le sale storiche della biblioteca. Il percorso si snoda attraverso gli ambienti barocchi firmati da Arcangelo Guglielmelli e affrescati da Pietro Bardellino; tra questi spiccano la sala Giambattista Vico (o sala Grande), intitolata al celebre filosofo che donò le prime edizioni delle sue opere, e la sala Camino, caratterizzata da un imponente camino in bardiglio grigio del XVII secolo e da un bassorilievo della Madonna della Vallicella. A queste si aggiungono le sale settecentesche minori, strutturate per catalogare i testi per formato e disciplina. Il tesoro custodito all'interno supera i 150.000 titoli. Il patrimonio include pezzi di inestimabile valore: 94 incunaboli, oltre 5.000 cinquecentine e il fondo “Giuseppe Valletta”, composto da circa 18.000 rarissimi volumi di classici greci e latini. Infine, un archivio musicale con circa 6.500 spartiti e manoscritti dal XVI al XIX secolo. L’esperimento La direttrice del complesso, Antonella Cucciniello, commenta: «Con la mostra sulla collezione di Matteo d’Acquaviva, organizzata per dare solennità alla restituzione della biblioteca alla città, c’è stato un grande interesse sui Girolamini. Penso che l'iniziativa abbia funzionato, segno che c’era attesa. Ora, forti di questa visibilità che consideriamo come un tesoretto, riapriamo alle visite e ci predisponiamo a nuove attività, come la rassegna di concerti che terremo negli ultimi due fine settimana di settembre. La biblioteca desta molta attenzione e i tanti biglietti già acquistati in prevendita sono segnali incoraggianti». Precisati i dettagli logistici degli ambienti accessibili: «La sala Camino diventa la nostra sala informazioni; qui gli utenti possono chiedere dettagli sulle collezioni librarie a un personale dedicato. Bisogna ricordare che i libri sono diversi dalle statue o dai quadri: il senso profondo di una biblioteca resta la lettura e lo studio. Gli ambienti sono climatizzati, una condizione che ci ha permesso di funzionare anche come ricovero climatico, offrendo uno spazio dove si sosta e si studia con piacevolezza». Il turismo Sulle modalità di gestione dei flussi la direttrice ha chiarito i motivi dei limiti numerici: «Manteniamo gli slot contingentati per gli ingressi. I numeri alti fanno piacere e sono un indicatore importante, ma i Girolamini devono garantire prima di tutto la qualità della fruizione, altrimenti si perde il senso stesso della visita». Poi ha annunciato le prossime tappe dell’ampliamento del percorso di visita: «Nel giro di poche settimane, completati gli interventi di sicurezza, consentiremo l'affaccio sul chiostro grande. Il percorso così si amplia, speriamo di raggiungere questo obiettivo entro la fine di settembre. A completare l’itinerario manca la Quadreria, ma siamo a buon punto. Il nostro prossimo step è proprio questo: il guscio, ovvero le sale, sono state efficientate e sono pronte ad accogliere l'allestimento. A riavere lo spazio dovremmo farcela tra Natale e la primavera del 2027».






