Non più un edificio storico come mero luogo di conservazione solo per studiosi. Affatto. Parte infatti il progetto per trasformare l’Archivio di Stato come un vero luogo delle persone, perfettamente e davvero integrato con la città. Come? Con un punto ristoro, una caffetteria e uno spazio per il co-working per aprirsi sempre di più al pubblico, specie a quello più giovane. Qualcosa di più dinamico e moderno rispetto alla naturale staticità degli Archivi di Stato. Sta accadendo già a Milano e a breve si parte con Napoli: subito nei chiostri della chiesa dei Santi Severino e Sossio, nel cuore dei Decumani, e subito dopo per la sede di Pizzofalcone. E qui l’idea è allestire un ristorante in uno dei luoghi più suggestivi e panoramici della città. È il nuovo modello di valorizzazione impresso dall’attuale vertice degli archivi di Stato, grazie anche all'Agenzia del Demanio nell’ambito di un accordo sottoscritto due anni fa, per una fruizione più aperta e moderna del patrimonio culturale. Da qui il bando, che sarà pubblicato nelle prossime ore, per dare in concessione ai privati alcuni spazi dell’Archivio di Napoli per i prossimi 60 mesi. Appalto del valore complessivo stimato di oltre 1,2 milioni di euro (le offerte sono da presentare entro il 28 agosto).
Napoli, l’Archivio rinasce. Libri, mostre e caffè: «Ora tocca ai privati»
Non più un edificio storico come mero luogo di conservazione solo per studiosi. Affatto. Parte infatti il progetto per trasformare l’Archivio di Stato come un vero luogo delle...






