Tornare sui banchi il 15 settembre o aspettare che passi il grande caldo? La domanda arriva alla vigilia dell'apertura dell'anno scolastico attraverso una petizione lanciata il 30 agosto da Maria Cuono, una docente campana che chiede di rinviare l'inizio delle lezioni al primo ottobre. Una proposta radicale, indirizzata alle istituzioni nazionali e locali, che nasce da un problema sempre più difficile da ignorare: le temperature ancora estive e le aule prive di climatizzazione.
"Il persistere di questo caldo mette a repentaglio il benessere psicofisico di tutta la comunità scolastica”, sostiene l'insegnante, docente di lettere alle superiori in Campania, ad Agropoli. Nella petizione, pubblicata su Change.org (qui il link) e trasmessa anche alla Presidenza del Consiglio, chiede un intervento urgente delle autorità e il posticipo dell'apertura delle scuole in presenza in caso di condizioni climatiche considerate incompatibili con la normale attività didattica.
La professoressa Cuono racconta anche la propria difficoltà dopo un'estate segnata dalle alte temperature e dall'umidità. "Mi sento già esausta”, scrive, denunciando la mancanza di refrigerio persino durante le vacanze. Ma la questione, sottolinea, non riguarda soltanto la sua esperienza personale. Il caldo, sostiene, diventa un problema per migliaia di studenti, insegnanti e lavoratori della scuola costretti a trascorrere ore in ambienti spesso non attrezzati.










