Pubblicato il: 31/08/2026 – 19:00

di Eugenio Furia

COSENZA Una famiglia con costume, infradito e canottiera scivola su via Roma, siamo a Camigliatello Silano, e l’abbronzatura marittima fa capire che sono scappati tutti dai 40° della costa: è la mutazione del vacanziero (più o meno occasionale) vittima del caldo estremo dell’estate 2026. Sono da poco passate le 15 di domenica e si sedimenta, sullo stesso corso, una fila al punto vendita di yogurt a km zero che neanche allo Stussy di Prince Street Manhattan: mezz’ora per un bicchierone di pura salute. Benvenuti a Camigliatello, dove adesso anche i negozi di souvenir non sono più quelli degli anni 80, con la coppia patriarcale aspromontana di Alfiu u mafiusu (con lupara) e consorte: nella località silana che quest’anno per la prima volta ha sofferto il caldo, inizia a mutuare anche il cliente tipo. Un fenomeno fisiologico che gli analisti esamineranno tra qualche anno.Se ad agosto la canicola è diventata insopportabile in città e persino nelle località costiere, la piccola perla della Sila ha fatto da collettore di gruppi variegati – ai soliti accenti siciliani e pugliesi si mescolano quelli calabresi, non solo del Cosentino – divisi tra il giro in trenino, il classico aperitivo con tagliere e la meno frequentata escursione nei boschi o al lago.Quello che conta è scegliere la montagna. Le insegne Chiappetta e Celestino propongono un’offerta di coltelleria e casalinghi che nel capoluogo è difficile riscontrare, altri “brand” come Guzzo sono una garanzia ormai da decenni.