Da Cher a Kanye West, da Travis Scott ai Bon Iver, e poi in Italia Thasup, Venerus, Blanco. L'Auto-Tune può anche rappresentare un elemento di narrativa musicale molto interessante

Qualche giorno fa Samurai Jay ha avuto un problema tecnico sul palco durante un concerto a Montesilvano, cosa naturalmente non sfuggita all’occhio (digitale) vigile della platea, come sempre composta in larghissima parte da smartphone. Nei video che impazzano in rete si vede che il ragazzo si accorge della debacle, l’Auto-Tune per qualche istante non risponde all’appello, ma lui prosegue eroicamente nell’esibizione che però, è evidente, alla fine risulta tutt’altro che perfetta. Non è la prima volta che accade, naturalmente, ricordiamo “figuracce” simili di Sfera Ebbasta, di Fedez, artisti non esattamente sulla scia di Domenico Modugno, ma che comunque hanno contribuito fortemente a rendere l’Auto-Tune l’elemento più famigerato forse dell’intera storia della musica italiana, perlomeno da quando è cantata. Questo spinge a fare una riflessione che sia più neutra possibile per far chiarezza su un effetto che va necessariamente contestualizzato nel periodo storico musicale che stiamo vivendo.

A cosa serve l’Auto-Tune